i miei 2 centesimi sul caso FIAT

14 Gen

Vivere la vicenda Alitalia sulla mia pelle ha, se non altro, lasciato una diversa consapevolezza sul mondo dell’informazione, sugli interventi dei politici, e in generale sul mare di chiacchere che in questo paese accompagnano ogni vicenda portata agli onori della cronaca. Per esempio mi è adesso molto chiaro che a problemi complessi seguono, quasi sempre, soluzioni complesse e che governare questa complessità non è ovviamente da tutti. Sicuramente non è da chi su una questione come quello dell’accordo FIAT-Sindacati a Mirafiori si affida alla ridotta visuale dei giornali, o peggio ancora della televisione. E sicuramente non è sufficiente leggere l’accordo, bisogna che quell’accordo riguardi la propria vita per comprenderlo appieno. Ed è per questo che trovo insopportabili tutti commenti e i giudizi su cosa su cosa dovrebbero o non dovrebbero votare i lavoratori al referendum.

Giudizi come quello del sindaco di Firenze Matteo Renzi (“Io sto con chi investe”)  poi sono di tale sciatteria da essere quasi incommentabili. Resterebbe da commentare la farsa di una consultazione dove una delle parti già ha detto che non rispetterà l’esito se non sarà di suo gradimento, ma tornando alla mia esperienza in Alitalia mi preme fare un parallelo: meno di 6000 persone stanno decidendo a Mirafiori se accettare un accordo che ha fatto molto discutere e il Presidente della Repubblica, diversi uomini politici, autorevoli commentatori hanno messo in evidenza come il punto critico sia l’estromissione dalla rappresentanza sindacale delle organizzazioni che non dovessero firmare l’accordo. Addirittura il PD ha presentato un disegno di legge sul tema.

Bene. Anzi male. Vorrei dare una notizia a tutti costoro che si accorgono adesso del problema: quando CAI subentrò ad Alitalia avvenne la stessa cosa, le organizzazioni sindacali che non firmarono l’accordo furono estromesse dalla rappresentanza sindacale in azienda, e la cosa non riguardo un sindacato di minoranza ma il sindacato più rappresentativo tra gli assistenti di volo e con una buona adesione anche fra il personale di terra. E la cosa non riguardò uno stabilimento di meno di 6000 lavoratori ma un azienda che riassunse quasi 13.000 persone. Però il nostro Presidente della Repubblica e tutti gli altri non se ne accorsero, e tra i sindacati confederali ricordo che protestò solo la CGIL, anzi la FIOM…guarda caso.

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