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The Commercials They Aren’t a-Changin’

3 Feb

Bob Dylan come Ricky Tognazzi. A confronto lo spot della Chrysler andato in onda ieri in America durante il Superbowl e quello italiano del 2010 per la nuova 500. Insomma idee pochine…

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Canzoni di Sanremo da ricordare (più o meno) – prima parte

14 Feb

Visto che stasera inizia l’immancabile kermesse sonora, che ovviamente cercherò in tutti i modi di sfuggire anche se so già che alla fine dovrò mettere in conto una certa” esposizione”, ho provato a buttare giù una lista di canzoni presentate a Sanremo da ricordare. Per riuscire in questa impresa sono cotretto ormai da diverse sere a estenuanti sedute di  ipnosi e in qualche modo dal mio subconscio è uscito fuori qualcosa di utile. Unica regola è che fossero canzoni in gara ed in una edizione alla quale in qualche modo fossi stato “esposto”, ovvero negli ultimi 3o anni.  Se volete prendetelo come un personalissimo outing.

Ultimo disclaimer: prima di giudicare la mia lista verificate che anche il vostro “Modo Sanremo” sia su ON…

1972 – Marcella Bella “Montagne Verdi”

1978 – Anna Oxa: “Un’emozione da poco”

1978 – Rino Gaetano:” Gianna”

1981 Carmen & Thompson: “Follow me”

1981 Eduardo De Crescenzo: “Ancora”

1982 Mia Martini: “E non finisce mica il cielo”

1982 Vasco Rossi: “Vado al massimo”

1983 Matia Bazar: “Vacanze romane”

1983 Amedeo Minghi: “1950”

1986 Zucchero: “Canzone Triste”

1986 Stadio: “Canzoni alla radio”

1986 Renzo Arbore: “Il Clarinetto”

1987 Nino Buonocore: “Rosanna”

1987 Fiorella Mannoia:”Quello che le donne non dicono”

1988 Massimo Ranieri: “Perdere l’amore”

1989 Mia Martini: “Almeno tu nell’universo”

1989 Ladri di biciclette: “Ladri di Biclette”

1990 Mia Martini: “La nevicata del ’56”

Dai, dai, dai!!

21 Nov

Per una felice coincidenza su Rai3 sta andando in onda la prima serie di Boris proprio mentre il paese si risveglia dall’ultimo (speriamo) governo Berlusconi.  Mi è così venuto in mente un frammento del fortunato telefilm, perfetto nel descrivere la situazione che almeno tre quarti degli italiani sta vivendo (il restante quarto, dai recenti sondaggi, si ostinerebbe in caso di elezioni a votare PdL) : nessuno è più basito.

La Volksmusik vuol dire allegria

6 Dic

Ormai la domenica sera non si va a letto senza l’aggiornamento della classifica settimanale di Volkmusic dell’Almanacco del Gene Gnocco:

Video Rai.TV – L’Almanacco del Gene Gnocco 2010 -2011 – La Volksmusic della settimana.

Maroni, sempre teso…

23 Nov

Comunque la si pensi su Fabio Fazio e su Roberto Saviano è fuor di dubbio che l’evento televisivo dell’anno sia la loro trasmissione. E non è solo per una questione di numeri, anche se questo aspetto ha evidentemente la sua rilevanza (cito a proposito l’interessante ipotesi dei 5 milioni di Severgnini, qui sintetizzata da Luca Sofri). La formula degli elenchi su cui si basa la trasmissione pur non essendo una novità assoluta, chi ha letto Hornby o ha frequentato il mondo dei blog  nel periodo della “listmania” lo conosce bene, dà al programma una rapidità nella veicolazione del messaggio sicuramente nuova nel panorama logorroico e berciante della nostra televisione. E’ in particolare mi sembra  ancora più efficace  se ad utilizzare questo metodo è un personaggio che invece siamo abituati ad ascoltare in altre forme. Mi riferisco ad alcuni dei personaggi politici transitati per la trasmissione: gli interventi di Nichi Vendola, Emma Bonino, Susanna Camusso sono sembrati autentici, diretti, “thought-provoking” direbbero gli anglosassoni. E ancora più risaltano in una trasmissione che, ecco il lato negativo, in alcuni momenti sembra una messa laica.

Fin qui le belle figure, rimane da commentare l’uso piuttosto furbo, e credo quindi perdente, che di quello spazio ne hanno fatto gli altri politici invitati, Bersani e Fini, e autoinvitati ovvero Maroni, Sopratutto quest ultimo, ma anche Fini a dir la verità, ha totalmente ignorato l’accordo con gli autori avventurandosi in un  “elenco delle iniziative per contrastare le mafie” che in realtà è stato un comizio con tanto di risultati sbandierati, domande retoriche, e chiuso, guarda un po’, invocando il federalismo come soluzione del problema mafia.

Devo dire che a me Maroni ha ricordato, nel confronto fra i due mezzi di comunicazione,il politico di una formidabile gag di Carlo Verdone.