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Canzoni di Sanremo da ricordare (più o meno) – prima parte

14 Feb

Visto che stasera inizia l’immancabile kermesse sonora, che ovviamente cercherò in tutti i modi di sfuggire anche se so già che alla fine dovrò mettere in conto una certa” esposizione”, ho provato a buttare giù una lista di canzoni presentate a Sanremo da ricordare. Per riuscire in questa impresa sono cotretto ormai da diverse sere a estenuanti sedute di  ipnosi e in qualche modo dal mio subconscio è uscito fuori qualcosa di utile. Unica regola è che fossero canzoni in gara ed in una edizione alla quale in qualche modo fossi stato “esposto”, ovvero negli ultimi 3o anni.  Se volete prendetelo come un personalissimo outing.

Ultimo disclaimer: prima di giudicare la mia lista verificate che anche il vostro “Modo Sanremo” sia su ON…

1972 – Marcella Bella “Montagne Verdi”

1978 – Anna Oxa: “Un’emozione da poco”

1978 – Rino Gaetano:” Gianna”

1981 Carmen & Thompson: “Follow me”

1981 Eduardo De Crescenzo: “Ancora”

1982 Mia Martini: “E non finisce mica il cielo”

1982 Vasco Rossi: “Vado al massimo”

1983 Matia Bazar: “Vacanze romane”

1983 Amedeo Minghi: “1950”

1986 Zucchero: “Canzone Triste”

1986 Stadio: “Canzoni alla radio”

1986 Renzo Arbore: “Il Clarinetto”

1987 Nino Buonocore: “Rosanna”

1987 Fiorella Mannoia:”Quello che le donne non dicono”

1988 Massimo Ranieri: “Perdere l’amore”

1989 Mia Martini: “Almeno tu nell’universo”

1989 Ladri di biciclette: “Ladri di Biclette”

1990 Mia Martini: “La nevicata del ’56”

Dai, dai, dai!!

21 Nov

Per una felice coincidenza su Rai3 sta andando in onda la prima serie di Boris proprio mentre il paese si risveglia dall’ultimo (speriamo) governo Berlusconi.  Mi è così venuto in mente un frammento del fortunato telefilm, perfetto nel descrivere la situazione che almeno tre quarti degli italiani sta vivendo (il restante quarto, dai recenti sondaggi, si ostinerebbe in caso di elezioni a votare PdL) : nessuno è più basito.

Maroni, sempre teso…

23 Nov

Comunque la si pensi su Fabio Fazio e su Roberto Saviano è fuor di dubbio che l’evento televisivo dell’anno sia la loro trasmissione. E non è solo per una questione di numeri, anche se questo aspetto ha evidentemente la sua rilevanza (cito a proposito l’interessante ipotesi dei 5 milioni di Severgnini, qui sintetizzata da Luca Sofri). La formula degli elenchi su cui si basa la trasmissione pur non essendo una novità assoluta, chi ha letto Hornby o ha frequentato il mondo dei blog  nel periodo della “listmania” lo conosce bene, dà al programma una rapidità nella veicolazione del messaggio sicuramente nuova nel panorama logorroico e berciante della nostra televisione. E’ in particolare mi sembra  ancora più efficace  se ad utilizzare questo metodo è un personaggio che invece siamo abituati ad ascoltare in altre forme. Mi riferisco ad alcuni dei personaggi politici transitati per la trasmissione: gli interventi di Nichi Vendola, Emma Bonino, Susanna Camusso sono sembrati autentici, diretti, “thought-provoking” direbbero gli anglosassoni. E ancora più risaltano in una trasmissione che, ecco il lato negativo, in alcuni momenti sembra una messa laica.

Fin qui le belle figure, rimane da commentare l’uso piuttosto furbo, e credo quindi perdente, che di quello spazio ne hanno fatto gli altri politici invitati, Bersani e Fini, e autoinvitati ovvero Maroni, Sopratutto quest ultimo, ma anche Fini a dir la verità, ha totalmente ignorato l’accordo con gli autori avventurandosi in un  “elenco delle iniziative per contrastare le mafie” che in realtà è stato un comizio con tanto di risultati sbandierati, domande retoriche, e chiuso, guarda un po’, invocando il federalismo come soluzione del problema mafia.

Devo dire che a me Maroni ha ricordato, nel confronto fra i due mezzi di comunicazione,il politico di una formidabile gag di Carlo Verdone.


Hai 25 anni? Niente X-Factor…

7 Set
Sarò il solito pignoletto ma il mio professore di Statistica I,  il Facchinetti di questo spot della nuova edizione di X Factor,  lo avrebbe mandato a casa a calci nel sedere…

YouTube – X Factor 4: Spot Facchinetti "È ora di nuove stelle"

Anita mi aspetta con la feritoia però la gamba mi fa un male boia…

13 Mag

Un medley tra “Garibaldi fu ferito” e “Africa” dei Toto partendo da De Gregori e passando per Vecchioni e la “Camisa Negra” (che diventa rossa per l’occasione). Chi se non Elio e le Storie Tese poteva idearlo? Ieri sera veramente al top…

Flashforward: il libro.

10 Mag

More about Flashforward"Flashforward" di Robert Sawyer, ("Avanti Nel Tempo" nell’edizione italiana)  è il romanzo dal quale è stata tratta la serie televisiva attualmente in programmazione su Fox.

Da amante delle storie basate sui viaggi nel tempo ho trovato estremamente gradevole la lettura. Sawyer non è sicuramente un grande scrittore e alcuni personaggi sono delineati in modo un po’ grossolano, però dal punto di vista scientifico e filosofico Sawyer è ben preparato e il libro rimane credibile anche rispetto ad un osso duro come la fisica quantistica.
A confronto con la serie televisiva il libro ha un altro respiro, fondamentalmente dovuto al fatto che il "flashforward" manda le coscienze dell’umanità avanti di 21 anni invece che di pochi mesi, come avviene nel telefilm. Sawyer è bravo a mostrarci le conseguenze del salto temporale nella vita dell’umanità e a mostrarci come non tutto è come sembra (mi fermo qui prima di spoilerare l atrama). Non manca qualche incongruenza qui e lì ma niente in confronto al ginepraio nel quale si sono cacciati  gli sceneggiatori della serie, ahimè.

Una curiosità: il romanzo è uscito nel 1999 e la storia inizia nel 2009 dieci anni dopo. Nel citare le reazioni mondiali al Flashforward, Sawyer immagina anche quella del papa
che si chiama…Benedetto XVI!!!
Nel leggerlo ho pensato subito ad un aggiornamento dell’edizione che avevo in mano, quella del 2009 la cui copertina vedete nell’immagine, per rendere la storia più appetibile.
Ma a quanto pare Sawyer ha davvero indovinato dieci anni prima, anzi già nel 1995, il nome del successore di Giovanni Paolo II!

Operazione Cortina Fumogena

17 Dic

Lunedì sera su La7 è andata in onda una eccellente ricostruzione di quel pasticciaccio brutto che è stato lo scandalo di Calciopoli: Operazione Offside.
Nel 2006 fummo tutti travolti da una montagna di intercettazioni, che secondo la tesi del docufilm di ieri sera furono diffusi per intralciare l’indagine, e fu alquanto faticoso ricostruire almeno i contorni della vicenda. I media infatti la buttarono subito "in caciara" cercando da un lato di attirare i lettori con improbabili scoop relativi a nuove intercettazioni (che poi si rivelavano già ampiamente note), dall’altro di far azione di lobby e girare la storia nel verso più conveniente.
Personalmente spesi molto tempo  a leggere i vari "libri neri" usciti in quei giorni ma alla fine un’idea sufficientemente precisa di cosa era accaduto riusciì a costruirmela. E trovare conferma di tutto ciò in quanto ricostruito dagli autori della docufiction è stato quindi particolarmente confortante.
Poi però dopo aver ascoltato le intercettazioni originali nelle quali dirigenti, arbitri, presidenti di federazione con parole inequivocabili decidevano chi doveva arbitrare una data partita, discutevano di come un risultato fosse o non fosse quello promesso e costruivano la salvezza di una squadra "a tavolino" solo dopo la sottomissione dei nuovi proprietari di questa, insomma dopo tutto questo spaccato di un ambiente che non è improprio definire mafioso, è giunto lo sconforto.
Lo sconforto, per non dire l’incazzatura. Perché si può interpretare la vicenda in vari modi ma prendere per i fondelli lo spettatore proprio non è sopportabile. Ed è purtroppo quello che hanno tentato di fare, tra il ridicolo e il patetico, gli ospiti del dibattito (no! il dibattito no!) che ha seguito il programma. Era solo una fiction, una implausibile e tendenziosa interpretazione degli eventi, abbiamo scoperto illuminati da tali dotte e libere menti: Mughini, Cucci, Bucchioni.
Per conto mio non so se quanto scoperto dai Carabinieri nel corso dell’indagine configuri l’associazione per delinquere, lo deciderà il Tribunale, quel che è certo è che sono stati commessi molti illeciti sportivi (sanzionati in modo colpevolmente approssimativo dalla giustizia sportiva) per non parlare della totale assenza di etica, non solo sportiva,di quei personaggi. Eppure una sola domanda, tra le tante possibili, avrei voluto fosse posta allo stuolo di negatori dell’evidenza : se Moggi e co. non erano consapevoli di commettere qualcosa di illecito perché mai, come abbiamo avuto modo di sentire, si davano un gran da fare a smanettare con schede telefoniche non intercettabili?

A Venezia un Fede rosso shocking

20 Ott
A margine dell’incredibile servizio di Canale 5 sul Giudice Mesiano mi è stato segnalato questo spettacolare servizio di Emilio Fede, in giro per calli veneziane di notte. E’ consigliata la visione alle persone poco impressionabili…

http://www.youtube.com/v/FVlD_NSKNGA&hl=it&fs=1&